Salvare vite in mare

Mappa interattiva, grafici e dati sulle attività di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere nel Mediterraneo

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Perché torniamo in mare

Abbiamo deciso di rilanciare le nostre attività salvavita di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale per continuare a salvare vite lungo la rotta migratoria più letale al mondo e testimoniare il drammatico costo umano delle sconsiderate politiche europee. Per il settimo anno di seguito, guardiamo con orrore le morti incessanti e non possiamo che tornare in mare per contribuire a fermarle.

Garantire che nessuno muoia in mare è una responsabilità degli stati. Ma poiché gli stati eludono le loro responsabilità di soccorso, le ONG sono lasciate a colmare questa lacuna cruciale. Dall’inizio dell’anno, almeno 630 persone sono morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale. Ma il numero di morti è certamente molto più alto, a causa dei naufragi “invisibili” di cui nessuno è stato testimone.

 

Come facciamo Ricerca e Soccorso

MSF gestisce una propria nave, la Geo Barents, per salvare vite e fornire cure mediche d’emergenza alle persone soccorse, rendendo le voci dei sopravvissuti le principali testimoni dalla rotta migratoria più letale al mondo. A bordo un team MSF di 20 persone e 12 membri dell'equipaggio.

Le operazioni di salvataggio si svolgono in acque internazionali a nord della Libia, a sud di Malta e dell’Italia.

 

Dove facciamo Ricerca e Soccorso

Tutti i soccorsi avvengono in acque internazionali nel Mediterraneo centrale tra la Libia, Malta e l’Italia, dove si verificano la maggior parte dei naufragi. Pattugliamo normalmente tra le 24-40 miglia nautiche dalla costa libica. GUARDA LA MAPPA DI TUTTI I NOSTRI SOCCORSI>>

Chi soccorriamo in mare

Che siano bambini, adulti o anziani, uomini o donne, le persone che soccorriamo in mare sono vulnerabili. Vediamo persone provenienti da ogni parte del mondo: Eritrea, Siria, Nigeria, Ghana, Sudan, Marocco, Bangladesh, Pakistan e molti altri. Una cosa che hanno in comune tutte loro sono le condizioni difficilissime che hanno affrontato durante il viaggio. Dopo ogni salvataggio, ascoltiamo moltissimi racconti sulle violenze, la detenzione arbitraria, lo sfruttamento subito in Libia, per mano delle milizie, delle reti di trafficanti, dei gruppi criminali e di singoli individui. Molte delle persone che soccorriamo hanno esigenze di protezione internazionale e appartengono a categorie estremamente vulnerabili, come i minori non accompagnati, donne che viaggiano da sole, donne incinte, persone con disabilità, casi medici gravi e vittime di tortura, violenza sessuale, traffico di esseri umani e/o naufragio. 

Cosa curiamo

Supporto medico 

Subito dopo un soccorso, il nostro staff medico identifica le persone che hanno bisogno di cure immediate, che vengono poi visitate nell’ambulatorio medico di bordo. Le condizioni più frequenti che ci troviamo a curare sono ustioni da carburante, causate dall’esposizione alla miscela di carburante e acqua salata all’interno dei barconi, ma anche disidratazione, ferite causate dalle condizioni del viaggio e dalle violenze in Libia, e poi infezioni del tratto respiratorio, malattie della pelle, dolori generali o sintomi da pre-annegamento in caso di naufragi. Le donne, in particolare le donne incinte, ricevono cure dedicate grazie alla presenza di ostetriche che hanno assistito a numerosi parti avvenuti a bordo. Per i casi più critici, una volta che il paziente è stabilizzato, se si ritiene sia necessario un livello più elevato di cure mediche, è possibile organizzare un’evacuazione medica via elicottero o motoscafo in coordinamento con le autorità competenti.

Cosa curiamo

Supporto psicologico

Dal momento che le persone soccorse trascorrono un periodo relativamente breve a bordo della nave, forniamo solo un primo soccorso psicologico in mare per poi segnalare i pazienti per assistenza specifica dopo lo sbarco al Ministero della Salute e agli altri organismi sul territorio. Durante le consultazioni, i nostri operatori ascoltano storie terribili. Molte delle persone soccorse sono vittime di torture e altre forme di abusi. Molti dei nostri pazienti, donne e uomini, sono vittime di violenza sessuale. Hanno dovuto lasciare tutto quello che avevano e molti di loro hanno visto i loro familiari, amici, compagni di viaggio, morire nel deserto o annegare in mare.

Come finanziamo le operazioni di Ricerca e Soccorso

MSF è un’organizzazione medico-umanitaria indipendente e i nostri fondi derivano totalmente da fondi privati, in gran parte da piccole donazioni di singoli individui. Questo garantisce l’indipendenza della nostra azione e la flessibilità nel rispondere tempestivamente alle crisi più urgenti, in contesti di guerra, epidemie, catastrofi naturali o esclusione dall’assistenza sanitaria. Da giugno 2016, MSF non accetta più finanziamenti governativi da parte dell'Unione Europea e dei suoi stati membri, in contrasto alle politiche europee di deterrenza sulla migrazione. Il costo delle nostre operazioni in mare quest’anno rappresenta circa lo 0,14% dei fondi spesi da MSF nei propri progetti in oltre 70 paesi del mondo. CONSULTA IL NOSTRO BILANCIO>> 

Persone assistite in mare dal 2015

81.950
Fonte: MSF - Dati aggiornati a 12/06/2021
Il numero di persone assistite comprende chi è stato soccorso e chi è stato trasferito a bordo delle navi MSF.

La mappa interattiva delle operazioni di Ricerca e Soccorso

I principali dati operazionali riguardanti le attività MSF di Ricerca e Soccorso sono disponibili per la consultazione sulla mappa interattiva. Ciascuna operazione è segnalata geograficamente ed evidenziata sulla mappa. Selezionando una singola operazione, vengono fornite informazioni più dettagliate tra le quali: la nave coinvolta, la data e la durata dell'operazione, il numero di persone soccorse, il porto di partenza e di destinazione, informazioni generali sulla situazione medica a bordo, la rotta seguita.

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Ricerca e Soccorso in grafici

I dati operazionali vengono condivisi attraverso grafici che evidenziano alcune informazioni chiave, tra le quali: il numero complessivo di persone soccorse e di operazioni effettuate, come ha inizio un'operazione di soccorso, il coinvolgimento di ciascuna nave, il porto designato per lo sbarco.

 

Note metodologiche

Il grafico mostra il numero complessivo di persone soccorse da MSF durante il periodo delle operazioni. Su indicazione del Centro di Coordinamento per il Soccorso Marittimo (MRCC) basato a Roma, MSF effettua due tipi di operazioni: 1) soccorsi di persone da imbarcazioni in difficoltà; 2) trasferimenti di persone da o su altre navi in modo da organizzare i salvataggi nel modo più efficiente. Il numero di persone assistite comprende chi è stato soccorso e chi è stato trasferito a bordo delle navi MSF.

Note metodologiche

Il grafico mostra come ha inizio un’operazione di Ricerca e Soccorso MSF. Nella maggioranza dei casi è il Centro di Coordinamento per il Soccorso Marittimo (MRCC), basato a Roma, che riceve l'allerta e dà il via alle operazioni (incluse quelle effettuate dalla Guarda Costiera e dalle imbarcazioni militari presenti nell’area). L’operazione può anche iniziare nel momento in cui le navi MSF individuano e segnalano direttamente un’imbarcazione in difficoltà o questo tipo di informazione viene fornita da altre fonti (ad esempio la nave di un’altra ONG). A prescindere da dove arrivi la segnalazione, le operazioni sono sempre avviate e coordinate da MRCC. Il numero di persone assistite comprende chi è stato soccorso e chi è stato trasferito a bordo delle navi MSF.

Note metodologiche

Dall’inizio delle operazioni nel 2015, MSF ha complessivamente impiegato 5 navi che sono state attive come segue: nel 2015- Argos, Dignity I e Phoenix (in collaborazione con MOAS); nel 2016- Argos, Dignity I e Aquarius (in collaborazione con SOS Méditerranée); nel 2017- Prudence e Aquarius (in collaborazione con SOS Méditerranée). Il grafico mostra il contributo che ciascuna nave ha dato alle operazioni di Ricerca e Soccorso. Il numero di persone assistite comprende chi è stato soccorso e chi è stato trasferito a bordo delle navi MSF.

Note metodologiche

Il grafico mette in evidenza tutti i porti ("points of safety") dove le navi MSF hanno effettuato gli sbarchi. I porti sono mostrati dal più utilizzato al meno utilizzato e la misurazione è effettuata sia in termini di numero di persone sbarcate che di numero di sbarchi. I porti sono identificati da MRCC e comunicati alle navi MSF. Il numero di persone sbarcate comprende coloro che sono stati soccorsi e che sono stati trasferiti a bordo delle navi MSF. Non sono comprese le persone che sono state trasferite su altre navi (incluse le evacuazioni mediche).

Note metodologiche

La tabella fornisce altri importanti dati sulle operazioni, sia di soccorso che di trasferimento. Il percorso ha inizio quando una nave MSF lascia il porto e finisce con lo sbarco nello stesso o in un altro porto. Un’evacuazione medica avviene mentre la nave MSF è in mare. Viene organizzata per quei pazienti che hanno bisogno di cure mediche urgenti, che non possono essere fornite a bordo, attraverso il coordinamento e il supporto delle autorità competenti. I cadaveri vengono portati a bordo durante la navigazione e, una volta al porto, consegnati alle autorità competenti.

Durata media dell'operazione:

Durata media del percorso:

Numero di operazioni effettuate:

Numero di sbarchi:

Numero di evacuazioni mediche:

Numero di cadaveri:

Le navi in mare

Geo Barents - 2021

La Geo Barents batte bandiera norvegese. È stata costruita nel 2007 e ha operato come nave per le analisi geologiche prima di essere noleggiata da MSF e adeguata alle attività di ricerca e soccorso. La sua lunghezza totale è di 76,95 metri, ha due ponti per accogliere le persone soccorse, uno per gli uomini, l’altro per donne e bambini. Ospita una clinica, una stanza ostetrica e una per le visite.

 

Sea Watch 4 (con Sea Watch)- 2020

La Sea Watch 4 è stata una nave battente bandiera tedesca originariamente usata per la ricerca oceanografica. Acquistata a febbraio 2020 da Sea-Watch e dalla coalizione United4Rescue, è stata riadattata per operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. È lunga 60,8 metri. 

 
 
 
Ocean Viking (con SOS Méditerranée)- 2019

 La Ocean Viking ha navigato sotto bandiera norvegese. Lunga 69 metri e larga 15,5. aveva a   bordo tutta l'attrezzatura necessaria a svolgere operazioni di ricerca e soccorso, inclusi quattro   motoscafi veloci (RHIB) e una clinica con aree per le consultazioni, il triage e il ricovero. La nave   poteva ospitare fino a 200 persone 

 
 
Aquarius (con SOS Méditerranée)- 2016/2018

L'Aquarius ha effettuato operazioni di ricerca e soccorso sotto la bandiera di Gibilterra. A bordo erano presenti tre diversi equipaggi: l'equipaggio nautico e tecnico, l'equipaggio di soccorso di Sos Méditerranée e l'equipaggio medico di MSF. Era in grado di accogliere a bordo fino a 500 persone. 

 
 
 
Prudence- 2016/2017

La Prudence, battente bandiera italiana, ha effettuato attività di Ricerca e Soccorso da marzo a ottobre 2017 ed è stata gestita unicamente da MSF. L'imbarcazione aveva la capacità di trasportare fino a 750 persone con la possibilità di accoglierne altre 400. A bordo, 13 membri dello staff MSF si sono occupati delle attività di soccorso e mediche e 17 membri di equipaggio tecnico non-MSF hanno gestito la navigazione e la manutenzione della nave.  

 
 
Bourbon Argos- 2015/2016

La Argos, battente bandiera del Lussemburgo, ha effettuato attività di Ricerca e Soccorso da maggio 2015 a novembre 2016 con una capacità di accoglienza di 300-350 persone. L'equipaggio MSF ha gestito le attività mediche e di soccorso.

 
 
Dignity I- 2015/2016

La Dignity I ha svolto attività di Ricerca e Soccorso dal 2015 al 2016. Tutto l'equipaggio a bordo era MSF. L'imbarcazione aveva la capacità di accogliere 300 persone e navigava sotto la bandiera di Panama.

 
 
Phoenix (con MOAS)- 2015

Da maggio a ottobre 2015, la Phoenix, battente bandiera della Norvegia e gestita da MOAS (Migran Offshore Aid Station), ha avuto a bordo un team medico MSF composto da due dottori e un infermiere per portare aiuto medico- umanitario.