Salvare vite in mare

Mappa interattiva, grafici e dati sulle attività di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere nel Mediterraneo

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Perché facciamo Ricerca e Soccorso

Nel corso del 2016, almeno 12 persone al giorno sono morte nel tentativo di attraversare il Mar Mediterraneo. Come organizzazione medico-umanitaria, restare a osservare dalla riva migliaia di uomini, donne e bambini che affogano in mare non è un’opzione possibile. Abbiamo iniziato le nostre attività nel 2015, dopo la fine dell’operazione italiana di Ricerca e Soccorso “Mare Nostrum”. Soccorrere una persona in pericolo in mare e portarla in un posto sicuro è un obbligo sancito dalla legge e un dovere per chi come noi ha come unico obiettivo quello di salvare vite. Fino a quando l’Europa non fornirà vie legali e sicure a chi cerca protezione, l’unica opzione per migliaia di persone sarà ancora quella di rischiare la vita.

 

Come facciamo Ricerca e Soccorso

Tutte le operazioni di soccorso nel Mediterraneo sono effettuate sotto coordinamento con la Guardia Costiera Italiana, il Centro di Coordinamento per il Soccorso Marittimo (MRCC) basato a Roma. Tutti i soccorsi avvengono nel pieno rispetto del diritto marittimo internazionale, delle leggi internazionali e dei principi umanitari. Nella maggioranza dei casi è l'MRCC a lanciare l'allerta se ci sono barconi in difficoltà. Nel frattempo, con l’uso di binocoli, l’equipaggio cerca imbarcazioni che possono trovarsi in difficoltà. È il centro di coordinamento a definire come e quando MSF deve intervenire per effettuare il soccorso e in quale porto sicuro devono essere sbarcate le persone soccorse.

Cosa significa fare Ricerca e Soccorso

Per il terzo anno consecutivo siamo impegnati in operazioni di ricerca, soccorso e assistenza medica nel Mediterraneo centrale. Siamo attualmente a bordo di due navi, Prudence e Aquarius, che operano sotto il coordinamento della Guardia Costiera italiana, ovvero del Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC) di Roma. Ciascuna delle navi ha a bordo un team medico (composto da medici, infermieri e ostetriche), una squadra logistica e un gruppo di mediatori culturali che aiutano la comunicazione con le persone soccorse e supportano l’individuazione di casi vulnerabili.

Dove facciamo Ricerca e Soccorso

Le nostre navi sono posizionate in acque internazionali, tra le 12 e le 25 miglia nautiche circa dalla costa libica, nell’area di mare da dove parte il maggior numero di chiamate d’emergenza. In via del tutto eccezionale e quando richiesto o autorizzato dal Centro di Coordinamento per il Soccorso Marittimo (MRCC), siamo entrati in acque territoriali libiche (a meno di 12 miglia nautiche dalla costa) in casi di imminente pericolo di naufragio e con tutte le autorizzazioni necessarie. Secondo le leggi del diritto marittimo, è dovere del comandante della nave entrare in acque territoriali per soccorrere persone in pericolo. GUARDA LA MAPPA>>

Chi soccorriamo in mare

Che siano bambini, adulti o anziani, uomini o donne, le persone che soccorriamo in mare sono vulnerabili. Vediamo persone provenienti da ogni parte del mondo: Eritrea, Siria, Nigeria, Ghana, Sudan, Marocco, Bangladesh, Pakistan e molti altri. Una cosa che hanno in comune tutte queste persone sono le condizioni difficilissime che hanno affrontato durante il viaggio. Molti ci raccontano delle violenze che hanno subito nelle carceri libiche e noi, nel nostro ambulatorio a bordo, vediamo i segni delle torture sui loro corpi.

 

Cosa curiamo

Supporto medico 

Subito dopo un soccorso, il nostro staff medico identifica le persone che hanno bisogno di cure immediate che vengono poi visitate nell’ambulatorio medico di bordo. Una volta che il paziente è stabilizzato, se si ritiene sia necessario un livello più elevato di cure mediche, è possibile organizzare un’evacuazione medica via elicottero o motoscafo in coordinamento con MRCC. I casi non urgenti hanno di solito a che fare con infezioni del tratto respiratorio, malattie della pelle, dolori generali. I medici si trovano spesso a dover curare anche ustioni da carburante, causate della lunga esposizione alla miscela di carburante e acqua salata all’interno delle imbarcazioni sovraffollate. Le donne, in particolare le donne incinte, ricevono cure dedicate grazie alla presenza di ostetriche che hanno assistito a numerosi parti avvenuti a bordo.

Cosa curiamo

Supporto psicologico

Il primo supporto psicologico viene fornito da mediatori culturali formati e seguito da un supporto più specifico che può avvenire a bordo o a terra. Durante le consultazioni, i nostri operatori ascoltano storie terribili. Molte delle persone soccorse sono vittime di torture e altre forme di abusi. Molti dei nostri pazienti, donne e uomini, sono vittime di violenza sessuale.

Come finanziamo le operazioni di Ricerca e Soccorso

Nel 2016, poco più dell'1% dei finanziamenti è stato impiegato per le attività di Ricerca e Soccorso nel Mediterraneo. Tutte le informazioni riguardanti il nostro bilancio sono pubbliche, certificate e disponibili sui siti MSF. Da giugno 2016, non accettiamo più finanziamenti governativi da parte dell'Unione Europea e dei suoi stati membri, in contrasto alle politiche europee di deterrenza nei confronti di chi cerca protezione. Per maggiori informazioni>> 

Persone assistite in mare dal 2015

71.922
Fonte: MSF - Dati aggiornati a 25/09/2017
Il numero di persone assistite comprende chi è stato soccorso e chi è stato trasferito a bordo delle navi MSF.

La mappa interattiva delle operazioni di Ricerca e Soccorso

I principali dati operazionali riguardanti le attività MSF di Ricerca e Soccorso sono disponibili per la consultazione sulla mappa interattiva. Ciascuna operazione è segnalata geograficamente ed evidenziata sulla mappa. Selezionando una singola operazione, vengono fornite informazioni più dettagliate tra le quali: la nave coinvolta, la data e la durata dell'operazione, il numero di persone soccorse, il porto di partenza e di destinazione, informazioni generali sulla situazione medica a bordo, la rotta seguita.

GUARDA LA MAPPA>

Ricerca e Soccorso in grafici

I dati operazionali vengono condivisi attraverso grafici che evidenziano alcune informazioni chiave, tra le quali: il numero complessivo di persone soccorse e di operazioni effettuate, come ha inizio un'operazione di soccorso, il coinvolgimento di ciascuna nave, il porto designato per lo sbarco.

 

Note metodologiche

Il grafico mostra il numero complessivo di persone soccorse da MSF durante il periodo delle operazioni. Su indicazione del Centro di Coordinamento per il Soccorso Marittimo (MRCC) basato a Roma, MSF effettua due tipi di operazioni: 1) soccorsi di persone da imbarcazioni in difficoltà; 2) trasferimenti di persone da o su altre navi in modo da organizzare i salvataggi nel modo più efficiente. Il numero di persone assistite comprende chi è stato soccorso e chi è stato trasferito a bordo delle navi MSF.

Note metodologiche

Il grafico mostra come ha inizio un’operazione di Ricerca e Soccorso MSF. Nella maggioranza dei casi è il Centro di Coordinamento per il Soccorso Marittimo (MRCC), basato a Roma, che riceve l'allerta e dà il via alle operazioni (incluse quelle effettuate dalla Guarda Costiera e dalle imbarcazioni militari presenti nell’area). L’operazione può anche iniziare nel momento in cui le navi MSF individuano e segnalano direttamente un’imbarcazione in difficoltà o questo tipo di informazione viene fornita da altre fonti (ad esempio la nave di un’altra ONG). A prescindere da dove arrivi la segnalazione, le operazioni sono sempre avviate e coordinate da MRCC. Il numero di persone assistite comprende chi è stato soccorso e chi è stato trasferito a bordo delle navi MSF.

Note metodologiche

Dall’inizio delle operazioni nel 2015, MSF ha complessivamente impiegato 5 navi che sono state attive come segue: nel 2015- Argos, Dignity I e Phoenix (in collaborazione con MOAS); nel 2016- Argos, Dignity I e Aquarius (in collaborazione con SOS Méditerranée); nel 2017- Prudence e Aquarius (in collaborazione con SOS Méditerranée). Il grafico mostra il contributo che ciascuna nave ha dato alle operazioni di Ricerca e Soccorso. Il numero di persone assistite comprende chi è stato soccorso e chi è stato trasferito a bordo delle navi MSF.

Note metodologiche

Il grafico mette in evidenza tutti i porti ("points of safety") dove le navi MSF hanno effettuato gli sbarchi. I porti sono mostrati dal più utilizzato al meno utilizzato e la misurazione è effettuata sia in termini di numero di persone sbarcate che di numero di sbarchi. I porti sono identificati da MRCC e comunicati alle navi MSF. Il numero di persone sbarcate comprende coloro che sono stati soccorsi e che sono stati trasferiti a bordo delle navi MSF. Non sono comprese le persone che sono state trasferite su altre navi (incluse le evacuazioni mediche).

Note metodologiche

La tabella fornisce altri importanti dati sulle operazioni, sia di soccorso che di trasferimento. Il percorso ha inizio quando una nave MSF lascia il porto e finisce con lo sbarco nello stesso o in un altro porto. Un’evacuazione medica avviene mentre la nave MSF è in mare. Viene organizzata per quei pazienti che hanno bisogno di cure mediche urgenti, che non possono essere fornite a bordo, attraverso il coordinamento e il supporto delle autorità competenti. I cadaveri vengono portati a bordo durante la navigazione e, una volta al porto, consegnati alle autorità competenti.

Durata media dell'operazione:

Durata media del percorso:

Numero di operazioni effettuate:

Numero di sbarchi:

Numero di evacuazioni mediche:

Numero di cadaveri:

Le navi in mare nel 2017

Prudence

La Prudence, che attualmente batte bandiera italiana, è attiva da marzo 2017 ed è gestita unicamente da MSF. Può trasportare fino a 750 persone con la possibilità di accoglierne altre 400. A bordo, 13 membri dello staff MSF che si occupano delle attività di soccorso e mediche e 17 membri di equipaggio tecnico non-MSF che gestiscono la navigazione e la manutenzione della nave. GUARDA LA MAPPA>>

Aquarius (con SOS Méditerranée)

L'Aquarius naviga attualmente sotto la bandiera di Gibilterra. A bordo sono presenti tre diversi equipaggi: l'equipaggio nautico e tecnico, l'equipaggio di soccorso di Sos Méditerranée e l'equipaggio medico di MSF. Può accogliere a bordo fino a 500 persone. GUARDA LA MAPPA>>

Le navi in mare nel 2015 e nel 2016

Argos

La Argos, battente bandiera del Lussemburgo, ha effettuato attività di Ricerca e Soccorso da maggio 2015 a novembre 2016 con una capacità di accoglienza di 300-350 persone. L'equipaggio MSF ha gestito le attività mediche e di soccorso.

Dignity I 

La Dignity I ha svolto attività di Ricerca e Soccorso dal 2015 al 2016. Tutto l'equipaggio a bordo era MSF. L'imbarcazione aveva la capacità di accogliere 300 persone e navigava sotto la bandiera di Panama.

Phoenix (con MOAS)

Da maggio a ottobre 2015, la Phoenix, battente bandiera della Norvegia e gestita da MOAS (Migran Offshore Aid Station), ha avuto a bordo un team medico MSF composto da due dottori e un infermiere per portare aiuto medico- umanitario.